January 23, 2010

Lettera aperta al Comune di Trento

Buongiorno,

in riferimento alla lettera di risposta del Comune di Trento (riportata in calce) all’articolo uscito il giorno 14 gennaio intitolato “Wilma, concorrenza sleale dal parte del Comune (riportato in calce), ho l’impressione di come chi l’abbia redatta, si sia fermato nelle proprie riflessioni al solo titolo. Sensazione data dal fatto che le argomentazioni portate, poco o nulla c’entrano con quanto sollevato da Futur3 e dal sottoscritto. Vorrei intanto puntualizzare come le parole utilizzate nel titolo, seppur virgolettate, non furono da me mai né dette né pensate. Parlai invece di competizione e mancata collaborazione, sollevando delle perplessità sull’operazione di ampliamento della rete Wilma e su un utilizzo a nostro parere poco ottimizzato delle risorse pubbliche.
Questa vuole essere una puntuale ed argomentata risposta destinata a dimostrare come il nostro operato sia sempre stato costruttivo, collaborativo e propositivo e non il contrario come sembra apparire dalla replica del Comune.

Vogliamo, sinteticamente, puntualizzare pubblicamente alcuni aspetti che riteniamo significativi significativi:

1. La frase scritta nel titolo dell’ articolo: “Wilma, dal Comune concorrenza sleale”, non è mai stata né da me detta né minimamente pensata. Se si fosse approfondito l’articolo (leggendo magari anche lo specchietto in azzurro) si sarebbe trovata la conferma di ciò. Nel mio intervento ho parlato di competizione e mancata collaborazione, non di concorrenza, né tantomeno di slealtà. Le parole hanno un significato e per tale ritengo si debba ragionare.

2. Futur3 conosce molto bene il progetto Wilma e la sua storia. Lo conosce bene al punto che il frutto della sperimentazione che ne diede la genesi, ha consentito oggi, collaborazioni molto proficue tra Futur3 e l’Università (da tesi specialistiche sul tema ad algoritmi implementati nei nostri software). Le nostre osservazioni erano e sono tutt’ora da riferirsi esclusivamente all’attività di allargamento della rete Wilma del 2009.

3. Se chi scrive per conto del Comune fosse correttamente stato informato, saprebbe che fin dal 2006, Futur3 si è proposta come integrazione alla rete Wilma, ed in varie formule si è proposta di interoperare con essa. In più occasioni, al cospetto di dirigenti e tecnici del Comune (ad es.: la dott.ssa Morandini, il dott. Furlani, il dott. Covelli, il dott. Delaiti, il sig. Leonelli …) ne abbiamo valorizzato intenti e finalità, offrendoci di farci carico (anche gratuitamente) dell’allargamento della rete alle aree periferiche senza sovrapporci. A nostro avviso questo poteva valorizzare ulteriormente l’operato di entrambi. Creando una rete WiFi contigua il cittadino avrebbe potuto connettersi con medesime modalità a prescindere che fosse su Wilma o su Luna.

4. In merito all’allargamento della rete Wilma presso i parchi cittadini, puntualizzo che negli incontri avuti con le persone di cui sopra, Futur3 si è sempre resa disponibile a non sovrapporsi, qualora un’interazione fosse stata possibile. Vorrei ricordare come nella prima metà del 2009, scoperto l’intento di investire 150.000 euro in aree già coperte da Luna (o in programma di esserlo) si propose, al pool di tecnici comunali, l’idea di destinare quei fondi ad aree “disagiate” del territorio comunale. Futur3 infatti promise di erogare per il cittadino, come del resto tutt’ora avviene, un servizio gratuito e analogo a quello che Wilma offriva. Proposta che non voleva essere una imposizione ma solamente una potenzialità da cogliere o meno. La risposta del dott. Delaiti, ad esempio, fu che ormai i soldi erano stati deliberati e non si sarebbe più potuto tornare indietro e che quindi il Comune avrebbe continuato ad andare avanti. Aggiunse che i cittadini si sarebbero trovati con due reti cittadine ed avrebbero potuto così scegliere quella da usare. Se dal punto di vista formale questo ragionamento è ineccepibile e da buon burocrate, dal punto di vista politico, sociale ed economico, qualche perplessità mi permetto di sollevarla.

5. Visto che spesso si tira in ballo il finanziamento Legge Provicniale 6/99 come se fosse un limite piuttosto che una potenzialità, è importante puntualizzare che: il finanziamento riguarda il “Progetto di Ricerca L.U.N.A.”, non l’infrastruttura della RETE @FREE_LUNA. Sembra una piccola differenza, ma è una cosa molto diversa. L’infrastruttura è un investimento completamente fatto dai soci di FUTUR3 per un ammontare di svariate centinaia di migliaia di euro. Il Progetto di Ricerca L.U.N.A. (Large Unwired Network Applications) è invece la ricerca svolta per arrivare alla creazione della rete ed allo sviluppo dei software di governo e di geo-referenziate. Sono personalmente stufo di assistere continuamente ad atteggiamenti che, invece di partire da un confronto sul piano tecnico, sembrano basarsi su moti di invidia e delegittimazione. Atteggiamenti che a nulla portano e a nulla servono.

6. Futur3 non ha mai chiesto di essere privilegiata! Non rientra nella sua indole nè in un comportamento di sana imprenditorialità a cui i miei soci ed io vogliamo cercare di attenerci.

7. Le osservazioni portate da Futur3 riguardano esclusivamente il fatto che, a fronte di investimenti molto elevati effettuati da parte del Comune, con reiterate proposte di collaborazione gratuite poste da parte nostra, il Comune abbia deciso di investire in una direzione, a nostro avviso poco utile per tutti. Anche dopo richieste provenienti da aree della città in cui sembra non esserci la possibilità di connettersi ad alta velocità ad internet, l’atteggiamento non è mai cambiato.

8. In merito alla gara di appalto per la gestione della rete Wilma del 2008, preciso che Futur3, se pur invitata ufficialmente, decise di non partecipare. Pur non capendo cosa questo c’entri con le nostre osservazioni sull’allargamento della rete comunale, faccio presente che nelle modalità consone a non creare turbativa d’asta, presentai personalmente lettera di spiegazione a gara completata, dettagliando in seguito “vis-à-vis” le motivazioni a chi di dovere.

9. Futur3 non ha mai mosso una critica (anche perché non ritiene rientri nei suoi compiti) sulla realizzazione tecnica e sulla qualità del servizio Wilma. I ragionamenti posti sul tavolo sono stati fatti sul “metodo” di impiego di capitali pubblici, e sull’eventuale perdita di opportunità di sviluppo per il territorio.

Puntualizzato ciò, rinnovo al Comune di Trento le richieste che Futur3 porta avanti da più di un anno durante gli incontri susseguitisi con dirigenti ed tecnici di riferimento, e per le quali non ha mai avuto in alcuna direzione risposte ufficiali, operative e chiare.
In particolar modo:

1. qualora ritenuto valorizzante per la cittadinanza, in collaborazione con gli attuali gestori della rete Wilma, si chiede di poter offrire gratuitamente i servizi sviluppati dal Progetto di Ricerca L.U.N.A
2. dopo aver più volte dato la disponibilità (al dott. Delaiti e alla dott.ssa Morandini) di sottostare a qualsiasi richiesta procedurale, installativa e di sicurezza avanzata dal Comune, si chiede di avere una risposta in merito alla richiesta di utilizzare gli edifici del Comune per allargare la rete @FREE_LUNA al più alto numero di cittadini. Questo comporterebbe l’installazione di apparati WiFi analoghi a quelli installati sugli edifici del Comune di Rovereto fin dal 2008. E’ curioso a tal riguardo osservare come in altri comuni italiani questo sia all’ordine del giorno. Si veda a riguardo un articolo uscito su NOVA24 de ilSole24ore del 14 gennaio 2010 a pagina 7.

Da imprenditore, da rappresentante di categoria, da cittadino, da elettore, e da persona che crede fortemente nel proprio territorio e nelle potenzialità che esso ha, rimango amareggiato nel constatare quanto sia difficile rapportarsi con le strutture operative dell’amministrazione comunale di Trento (per lo meno quelle pertinenti alla nostra attività).
Pur trovando serie difficoltà nel capire come questo possa accadere, rifiuto di pensare che una volontà di autotutela di pochi (spesso neanche rappresentanti politici) sia sufficiente per sacrificare il bene collettivo di una comunità.

Se un’amministrazione pubblica deve preoccuparsi di garantire ai propri cittadini il più alto numero di servizi, possibilmente a basso costo o gratuiti, di qualità e trasversali, mi risulta anche difficile capire perché questo non possa essere raggiunto in collaborazione con i privati. (soprattutto quando i costi per l’amministrazione risulterebbero minori e il servizio il medesimo).

Futur3 non è una onlus né una società pro bono. È nata per fare business, e ha l’intento di eccellere e primeggiare a livello nazionale ed internazionale nei contesti in cui ha molto investito. Se ciò riuscisse coinvolgendo proprio anche il territorio e restituendo ad esso l’opportunità che egli stesso le ha dato co-finanziandola nel settore della ricerca, il cerchio potrebbe chiudersi, innestando qual sistema virtuoso che si va cercando in Trentino.

Massimiliano Mazzarella
Amm.re delegato Futur3 srl
Trento

Di seguito gli articoli susseguitisi su L’Adige
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Da L’Adige del 14 gennaio 2010
“Wilma, dal Comune concorrenza sleale”
di Daniela Battistel

«In giro la nostra rete si paga Qui nemmeno la vogliono»
Futur 3: 150 mila euro per internet ai parchi ma noi l’avevamo già fatto e a gratis
… Mostra tutto
daniele battistel Il Comune ha speso 150 mila euro per installare le antenne della rete Wilma nei giardini di piazza Dante, piazza Venezia, piazza Centa, piazza General Cantore e al parco ex S. Chiara. Così – dirà il lettore – ora la gente potrà collegarsi ad internet con il proprio personal computer prendendo il sole sul prato o godendosi l’ombra degli alberi. Sbagliato! Già, perché il collegamento era possibile già da prima, grazie alla rete «Luna» della Futur3, azienda di sei giovani imprenditori che, grazie ad un progetto di 3 milioni di euro cofinanziato dalla Provincia, ha come obiettivo l’erogazione dei servizi attraverso le reti wireless . «Parte di questi parchi li copriamo anche noi con la nostra rete» spiega l’amministratore delegato Massimiliano Mazzarella «e senza costi né per l’utente né per il comune». Quella di Futur 3 non vuol essere una polemica fine a se stessa, quanto una critica costruttiva. «È positivo che il Comune, come successo l’altra sera in Consiglio, si ponga il problema dell’estensione dei collegamenti internet. Ed è una buona cosa anche l’idea di organizzare un tavolo con gli operatori che portano avanti progetti di copertura del territorio. Secondo noi, però, anziché preoccuparsi dell’infrastrutturazione l’ente pubblico dovrebbe investire nella “cultura del web”, nell’informatizzazione della comunità che nel tempo potrebbe dare risparmi e migliorare l’efficienza». Il rischio, altrimenti, è quello di avere una doppia rete. È come – usando un esempio forse di più immediata comprensione – se in una zona della città ci fosse già un acquedotto (da utilizzare liberamente senza costi) e il Comune decidesse di costruirne un altro pagando di tasca propria. «Da cittadino – insiste Mazzarella – mi chiedo perché, dove c’è già un servizio gratuito e di qualità, il Comune spenda ancora soldi». Forse – azzardiamo – soltanto per dire di avere una rete propria. «Forse non siamo riusciti a far comprendere il nostro progetto»si risponde il giovane imprenditore trentino. Il guaio è che Futur 3 negli anni scorsi ha avuto non uno ma più incontri con i tecnici dell’amministrazione per presentare i propri progetti e l’intenzione di coprire con la rete wireless (senza fili) i parchi cittadini. La risposta è stata: «Noi faremo comunque la nostra rete visto che abbiamo deliberato l’investimento». In seguito l’azienda ha chiesto a Palazzo Thun di poter installare sugli edifici del Comune le proprie antenne per poter irradiare il segnale: niente da fare. I tecnici (nonostante pure una richiesta scritta del presidente della circoscrizione di Gardolo Corrado Paolazzi) addussero motivi di sicurezza. Per una volta a Rovereto sono stati «più furbi». Non solo hanno concesso l’uso dei palazzi per le piccole antennine (si tratta di apparecchi grandi pochi centimetri) ma hanno addirittura concesso in gestione la vecchia rete. Così ora la città della Quercia si trova a poter offrire ai propri cittadini (e agli ospiti) l’opportunità di navigare gratis in gran parte del centro cittadino. Non solo. Al Comune lagarino il servizio non costa nulla. Il Comune di Trento, invece, è costretto a pagare decine di migliaia di euro all’anno per la gestione della rete ad una ditta romana. Ed in più deve mettere in costo i costi di Wilma e del ricambio degli apparecchi. Due conti: 150 mila euro per l’infrastrutturazione dei parchi, 300 mila per la rete del centro storico, circa 50 mila euro l’anno per la gestione. Il tutto per 5.574 iscritti (al 31 dicembre 2009). Il numero è in continuo aumento: 200 al mese circa. Le sessione giornaliere sono 600, con picchi di 800. Futur 3 risponde con 14 mila utenti registrati, 50 nuove registrazioni al giorno, oltre 100 mila ore di navigazione al mese, 400 antenne e 40 chilometri di strade coperti tra Trento, Rovereto, Riva e l’Alto Garda. «Da imprenditore ho un rammarico: fuori da Trento ci sono tanti comuni, da Bolzano a Trieste, alcuni dei quali pagano per la nostra rete. Qui non ci vogliono nemmeno gratis».

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Da L’Adige del 15 gennaio 2010
Reti wireless La replica del Comune di Trento a Futur3
«Nessuna concorrenza»

Accusato, con la rete Wilma, di fare concorrenza sleale ad un’altra rete installata da Futur 3, il Comune di Trento replica secco all’amministratore Massimiliano Mazzarella ricordandogli, innanzitutto, che Wilma è stata concepita dieci anni fa. «Si trattava in un primo tempo di un’iniziativa sperimentale. Superata questa, a partire dal 2005 Wilma è diventato un servizio consolidato, esteso progressivamente a tutto il centro storico nel corso del 2007 e, infine, anche ai parchi dalla fine del 2009». E la rete Luna, quella delle polemiche? «Ha ottenuto il finanziamento provinciale di oltre 2 milioni di euro nella seconda metà del 20076, quando Wilma era già una realtà consolidata e il centro storico di Trento era già coperto dalla rete wireless». Secondo il Comune, dunque, se c’è stata una sovrapposizione di reti, la responsabilità non sarebbe dell’amministrazione di palazzo Thun. «Anche per quanto riguarda la copertura dei parchi cittadini, Futur3 era informata del fatto che il progetto del Comune era già in fase avanzata ma ha ritenuto comunque opportuno realizzare una propria rete autonoma». Sempre l’amministrazione comunale fa presente che sul territorio comunale sono presenti numerose reti di operatori privati che non risultano in conflitto con la rete Wilma e sottolinea il fatto che Futur3 è a tutti gli effetti un operatore privato che ha ricevuto un finanziamento pubblico grazie al fondo provinciale destinato alle imprese innovative. «Trattandosi di uno dei tanti operatori presenti sul mercato – spiega ancora il Comune – non può in alcun modo essere privilegiato dal Comune di Trento. Si consideri infatti che la gestione della rete Wilma è stata affidata in seguito a una gara, a cui peraltro Futur3, pur invitata, non ha ritenuto di partecipare».